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Aspettative

Tempo di vacanze, tempo di aspettative:

sole, mare e divertimenti, trasgredire la dieta, avere più tempo per leggere o per dormire, non dover rispondere alle mail e alle telefonate di lavoro, ognuno di noi ripone nelle cose che progetta delle speranze, e le speranze a volte vengono deluse.

Non aggiorno il blog da una vita (questa è una delle mie aspettative di inizio anno che vengono deluse), fin qui è stato un anno strano, ad oggi ho fatto un solo matrimonio a Brescia, tutti gli altri sono stati a minimo 400 km da casa, questo mi ha obbligato a dedicare molto del mio tempo ad organizzare le trasferte e in luglio non ho proprio avuto voglia di mettermi davanti ad una tastiera per scrivere.

Ieri ho consegnato l’ultimo lavoro prima delle ferie, un minuto dopo ero ufficialmente in vacanza dato che sono in una località di mare (dove ho realizzato l’ultimo servizio di luglio) Per oggi era prevista una giornata al mare inframezzata solo dal pranzo (sono lombardo, sono chiarissimo di carnagione e mi scotto subito, nelle ore più calde evito la spiaggia) e nel pomeriggio la pioggia ha deluso un’altra aspettativa.

Faccio un salto temporale all’indietro e torno allo scorso fine settimana, ero a Ladispoli e sulla spiaggia si è tenuto uno spettacolo delle frecce tricolore, io ero li per altri motivi e come sempre avevo con me una fotocamera con un obiettivo grandangolare (una Sony A7 con un voigtlander 25mm color skopar).

Sulla spiaggia ho scattato alcune foto sia il giorno delle prove, sia il giorno dello spettacolo, quando ho incontrato una persona che mi conosce come Fotografo di Cerimonie (perché a maggio ho realizzato un servizio proprio a Ladispoli) mi sono sentito rivolgere la solita frase:

Hai scattato delle foto allo spettacolo? Chissà che belle fotografie!

Per non deludere le aspettative ho risposto di no, perché so che già si immaginava foto molto strette sugli aerei, io non sono un appassionato di aerei e con un 25mm su full frame ho fotografato le persone che guardavano le acrobazie in volo.

Tutto questo ragionamento però ha una conclusione, passiamo gran parte delle nostre giornate a programmare la nostra vita e questo a volte può generare delle delusioni, se siete in procinto di andare in vacanza lasciate le vostre aspettative a casa e vivete i vostri giorni, in questo modo rischierete soltanto di emozionarvi come un bimbo che assiste alle acrobazie degli aerei in volo.

Colonna Sonora: Una giornata al mare – Paolo Conte.

PS: Alessandro Di Noia Fotografo sarà ufficialmente chiuso fino al 20 Agosto, potete comunque contattarmi per qualsiasi cosa, rispondo con calma (non porto mai il telefono in spiaggia) ma rispondo.

Rossella & Adriano – 29 settembre 2017 Gussago (Bs)

Una bella giornata di sole, tanti amici, genitori e parenti commossi, un castello che guarda Brescia dall’alto, e voglia di festeggiare fino a tardi, ecco in poche parole il Matrimonio di Rossella e Adriano.

La cerimonia si è svolta nella Parrocchia di Santa Maria Assunta, elegantemente addobbata dai fiori di Angelo e Romina di Officina del Fiore, gli Sposi visibilmente emozionati si sono scambiati le loro promesse alla presenza dei loro cari.

Per il ricevimento ci siamo trasferiti a Castello Malvezzi, bellissima location che domina Brescia dall’alto, la giornata è trascorsa in un clima allegro e scherzoso, al tramonto è stata tagliata la torta nuziale ed è stato dato il via alle danze.

Alla fine della serata ci siamo trasferiti a Lumezzane presso i genitori dello sposo per il tradizionale Brodo di Gallina e per assistere ad uno spettacolo di fuochi d’artificio, organizzato a sorpresa dagli amici degli Sposi a conclusione di una magnifica giornata.

Devo ringraziare Federico Rongaroli che oltre ad aver scattato le foto dei preparativi di Adriano che vedete in questo post mi ha aiutato e sopportato tutto il giorno 😉 (chi mi conosce sa che sul mio lavoro sono pesante).

Colonna Sonora: Tender – Blur

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Caterina & Mimmo – 7 Settembre 2017 Monticelli Brusati (Bs)

Caterina e Mimmo si sono sposati circondati dall’affetto di parenti, amici, figli e nipoti in mezzo ai vigneti della Franciacorta.

Il Matrimonio civile è stato celebrato in stile americano nel parco di Villa Baiana a Monticelli Brusati, dopo lo scambio delle Fedi Nuziali gli invitati hanno festeggiato i novelli Sposi con le bolle di sapone.

La cena si è svolta in un clima gioioso nella Sala Loggia della Villa, con gli Sposi che hanno chiacchierato e scherzato con i loro invitati ed i bambini che hanno giocato tutta la sera.

Dopo il taglio della Torta Nuziale sono cominciati i balli e gli Sposi hanno dato sfoggio della loro abilità di ballerini fino a tarda notte.

Colonna Sonora: It Takes Two – Marvin Gaye e Kim Weston.

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Stupendo, irrinunciabile, come un 25 aprile

In 2018 by @lezD / 25 aprile 2018 / 0 Comments

Ci sono ricorrenze che col passare degli anni perdono il loro significato, stanche cerimonie vuote che continuiamo a celebrare per abitudine, non vorrei mai che il 25 aprile fosse una di queste.

Se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto immediatamente che il mondo si sta incattivendo, le persone sono sempre meno tolleranti ed hanno sempre meno tempo per capire e provare compassione, allora sento più forte la necessità di ricordare che se possiamo vivere in pace e libertà è perché c’è stato chi ha lottato e versato il suo sangue per permettercelo, per lasciarci un mondo più tollerante e giusto.

Non saremo mai coraggiosi come chi ha preso la via delle montagne per combattere la dittatura e le ingiustizie ma, nel nostro piccolo, possiamo sforzarci per rendere il nostro mondo un posto migliore, con un sorriso e gli occhi ben aperti, riconoscendo nel prossimo un essere umano e non un nemico, sforzandoci ogni giorno nel coltivare la tolleranza e nel tramutare l’invidia in ammirazione, per questo sento il dovere di urlare più forte auguri di una buona festa della liberazione.

“aldo dice 26 x 1”

Milano e l’esotico domestico.

è esotico tutto quello che giunge da posti lontani, tutto quello che non fa parte delle nostre tradizioni e abitudini, così per un milanese come me può apparire esotica la tradizione bresciana e bergamasca che vede lo sposo aspettare la sposa sul sagrato per consegnarle il bouquet esattamente come il festival dei colori che si svolge in India in primavera (holi) o la frutta martorana che i bambini siciliani mangiano per la festa dei morti (quest’ultima in realtà è una cosa che conosco benissimo, essendo siciliano dalla parte di mia mamma).

Ovviamente le cose che ci appaiono nuove e inedite scatenano la nostra curiosità e penso che sia per questo che moltissimi fotografi e fotoamatori partono per località lontane e tornano a casa con moltissime foto interessanti, ma senza voler sminuire le loro immagini mi chiedo spesso se gli abitanti di quei luoghi riescono a trovare interessanti quelle immagini delle loro strade, delle loro tradizioni e della loro cultura.

Ribadisco: non sono contrario a questa pratica, se parto per un viaggio porto con me la macchina fotografica e scatto, voglio avere dei ricordi in forma di immagini dei posti che ho visitato e l’eccitazione per nuovi luoghi e nuovi odori mi aiuta a essere creativo, ma quando vedo foto ormai tutte uguali di bambini indiani, africani o cubani non posso fare a meno di chiedermi se il nostro sguardo di europei non sia condizionato da un passato ed una concezione coloniale di quello che definiamo terzo mondo.

Bisognerebbe riuscire a guardare con occhi nuovi quello che abbiamo intorno, l’esoticita delle nostre città, delle nostre tradizioni e della nostra cultura, innanzitutto perché è sicuramente esotico dal punto di vista di chi viene da un’altro posto, in secondo luogo per conservare memoria dei nostri tempi.

I nostri tempi sono quelli della globalizzazione, i giorni in cui le tradizioni di diverse popolazioni si fondono per diventare tradizioni dell’umanità e non è strano per un milanese mangiare pane e panelle in pausa pranzo e involtini di nan, baozi e pho a cena.

Quindi bisogna essere curiosi e guardarsi intorno con occhi nuovi ogni giorno, tra molti anni potremo raccontare ai nostri nipoti le storie dei luoghi che abbiamo abitato con l’entusiasmo che meritano le nuove generazioni.

Colonna sonora: Corso Buenos Aires – Lucio Dalla.

Vivere senza

Negli ultimi 10 anni, complici la crisi economica e lo sviluppo tecnologico, abbiamo smesso di possedere molte cose, oggi la maggior parte delle persone fa fotografie senza una macchina fotografica, i rullini sono un ricordo dei più anziani, ascoltiamo la musica in streaming e leggiamo libri e quotidiani digitali.

Vivere senza i libri.

Vivere senza i dischi.

Vivere senza le stampe.

Ho sempre preso in prestito libri in biblioteca e gli ebook sono ancora lontani dai miei pensieri anche se non nego di averne acquistati alcuni, per la comodità di averli sul telefono in viaggi in economy con i bagagli già troppo pieni, continuo ad acquistare cd invece, sono di una generazione vecchia, mi piace tenere tra le mani il libretto, mi piace poter leggere i ringraziamenti, ma uso spotify quotidianamente.

Penso che avrei una macchina fotografica anche se facessi un altro mestiere, continuo a stampare foto per me, con una stampante a sublimazione della canon o mandandole al laboratorio, mi piace aprire le scatole di scarpe che conservano le mie foto e far scorrere tra le mani le stampe 10×15, senza un ordine logico saltare da un anno all’altro.

I servizi fotografici per le aziende vengono consegnati solo in formato digitale, e ogni anno ho qualche coppia che mi chiede solo i file del loro matrimonio, mentre per le aziende la sola speranza di vedere quelle foto stampate è nei servizi realizzati per biglietti da visita e brochure, alle coppie consiglio sempre di stampare le foto che gli piacciono di più e dallo scorso anno offro una selezione di 200 immagini editate da me per semplificare la cosa.

Vivere senza Album di Matrimonio.

Le fotografie private erano ricordi che si decideva di conservare, molta della fotografia dei social network invece è dialogo per immagini con i nostri contatti, non ho niente contro questa pratica ma non vorrei scoprire che si può vivere senza ricordi.

Vivere senza ricordi.

Mentre come fotografo “combatto” la mia battaglia per i ricordi mi accorgo però che altre persone combattono battaglie più serie, diritti che ancora vengono negati.

Vivere senza diritti.

C’è ancora chi si oppone a riconoscere legalmente il diritto di due persone dello stesso sesso di formare una famiglia, e bisogna lottare ancora per smettere di pensare alla donna come un oggetto da possedere.

Bisognerebbe riconoscere a persone che fuggono dalla guerra e dalla fame il diritto di rifarsi una vita ed aiutarli nell’integrazione.

Bambini nati in Italia devono ancora lottare per essere riconosciuti italiani come i loro compagni di banco.

In anni di rinunce tanti, per paura, vorrebbero negare diritti a chi è diverso da loro.

La paura è un sentimento umano, serve a metterci in allerta, non deve diventare però qualcosa che ci impedisce di riflettere, l’essere umano è diverso dagli altri animali perché è capace di affrontare problemi complessi e trovare soluzioni con la testa.

Per me probabilmente è facile pensarla così, facendo fotografie ai matrimoni per lavoro sono sempre in mezzo alle persone, in quei momenti è facile vedere che non esistono differenze tra persone di colori o orientamenti diversi dai miei, ho visto la stessa emozione in spose e sposi di ogni nazione, ho visto piangere i genitori di sposi omosessuali allo stesso modo dei genitori di sposi eterosessuali, cambiano le tradizioni e le lingue ma l’amore, l’affetto e l’amicizia non hanno colore.

Probabilmente non è un male assoluto rinunciare a qualcosa, ci obbliga a riconoscere le nostre priorità e a convogliare le nostre energie in quello che veramente conta, in quest’ottica lottare per proibire diritti universali a chi riteniamo diverso da noi è un inutile spreco di tempo ed energie.

Colonna sonora: A Day in the Life – The Beatles

Punti di Vista (pensieri, obiettivi e cose così)

Alcuni anni fa ho scritto un articolo su questo blog in cui raccontavo l’evoluzione fotografica digitale e spiegavo perché fossimo arrivati alla fine della storia dal mio punto di vista.

Per me oggi la situazione non è cambiata, ho cambiato le macchine fotografiche che usavo allora per usura ma questo non ha influito sulla mia fotografia, se c’è stata una crescita è stata una crescita della persona che preme il pulsante di scatto.

Nel mio vecchio articolo non avevo affrontato la questione relativa agli obiettivi, questione di maggiore importanza rispetto alla fotocamera con cui scattiamo.

Negli ultimi anni, con l’informatica applicata all’ottica gli obiettivi fotografici sono migliorati in modo veramente notevole rispetto al passato, quando per costruire un obiettivo bisognava fare calcoli matematici complicatissimi, questo ha permesso alle aziende produttrici di realizzare lenti più luminose e corrette, un grosso aiuto per chi con la fotografia lavora.

Questo è il mio blog, quindi non vi dirò di che marca sono gli obiettivi che uso, mi pare interessante raccontare cosa c’è dietro le mie scelte.

Dal mio punto di vista, nella Fotografia di Matrimonio, le strade che si possono seguire sono due, ci sono fotografi che decidono di lavorare con degli zoom ed altri che invece preferiscono le focali fisse.

Gli zoom sono comodi, con un 24-70 e un 70-200 hai tutto quello che può servire ad un Fotografo di Matrimonio, puoi decidere di mettere in borsa anche uno zoom grandangolare (14-24? 17-35?) o un normale luminoso per foto ad effetto e situazione di scarsa luminosità, lavorerai quasi sempre con una fotocamera (quella con il 24-70) e non sarai obbligato a fare avanti e indietro per le tue inquadrature, ti basterà zumare, di contro però avrai obiettivi pesanti (quindi tempi di sicurezza più veloci) e poco luminosi (nella migliore delle ipotesi f2,8), quest’ultimo aspetto potrebbe obbligarti a usare un flash o una luce a led per illuminare gli ambienti più scuri o le situazioni più veloci.

L’alternativa è lavorare con focali fisse, con due obiettivi principali, due fotocamere sempre a disposizione e gambe scattanti si potrà fare a meno dello zoom, i vantaggi in questo caso sono il peso più leggero delle ottiche (quindi tempi di sicurezza più lenti) e luminosità maggiore (f1,4, alcune aziende arrivano anche a 0,95), questa è la mia scelta, quella che voglio analizzare.

Solitamente lavoro con un 50mm come lente principale (tutte le lunghezze focali sono relative al formato 24×36), un 24/28mm come seconda lente e poi un 14mm come lente per determinate foto (lancio del riso, panoramiche della location e totali dei balli), addosso ho sempre 2 fotocamere e le uso spesso entrambe (una con il normale ed una con il grandangolare), tutto il resto lo faccio muovendomi avanti o indietro, oppure sfruttando gli elementi in più nella composizione della mia inquadratura.

Una delle cose che è stata determinante nella scelta di lavorare con focali fisse è appunto il fatto di dover trasformare una situazione scomoda, come il non aver il tempo necessario a correre verso il soggetto della nostra immagine, in un vantaggio nella composizione, questa situazione ti obbliga a mettere in relazione (quantomeno estetica) il soggetto con quello che gli sta intorno.

Prima di aprire Alessandro Di Noia Fotografo (lavorando come operatore per altri fotografi) usavo gli zoom, riguardando i miei lavori di più di 10 anni fa è evidente come la maggior parte delle foto è stretta intorno al soggetto, potendo zumare la mia attenzione era sempre concentrata sul soggetto e cercavo di coprire la maggior parte del fotogramma con esso.

Ora la mia fotografia è molto diversa, una fotografia dove gli sposi si rivedono in mezzo ai loro amici e parenti.

L’altra cosa che mi ha fatto scegliere di lavorare in questo modo è la piena consapevolezza della focale che sto usando, cerco di spiegare meglio.

Lavorando con gli zoom mi capitava spesso di usare un grandangolare in modo errato, facendo il movimento ad allargare l’inquadratura non stavo attento alle linee cadenti ed alle deformazioni tipiche dei grandangolari, ora quando impugno la fotocamera col grandangolo so ancora prima di mettere l’occhio nel mirino che dovrò stare attento alla bolla e a come inquadrerò il mio soggetto, questo ha reso la maggior parte delle mie foto grandangolari più gradevoli da guardare.

I vantaggi che derivano da questa scelta sono per me fondamentali alla mia fotografia, lenti più luminose mi permettono di lavorare senza flash e di preservare l’atmosfera reale del momento fotografato.

Lavorare con focali fisse mi ha permesso di essere più veloce nella mia attività, ormai so già vedendo una scena quanto di questa rientrerà nell’inquadratura con le focali che uso abitualmente, questo mi permette di fare l’inquadratura ancora prima di guardare nel mirino, sfruttando l’iperfocale o mettendo a fuoco a stima (grazie alle indicazioni presenti sul barilotto dell’obiettivo) posso scattare senza perdere tempo nella messa a fuoco, a volte alla cieca, senza nemmeno portare la fotocamera all’occhio.

Qualunque sia la scelta di un professionista (zoom, lenti fisse o un mix delle due categorie) questa dovrebbe permettergli di esprimersi al meglio, l’esperienza aiuta a capire qual’è la strada da percorrere e a concentrarsi sulle cose importanti della professione.

Quella che ho descritto è la mia strada, capirlo mi ha aiutato a focalizzarmi maggiormente sul mio stile (lo so: è una parola grossa, ma per una volta concedetemelo) e a proporre ai miei clienti qualcosa di profondamente personale, mi offre motivazioni per cercare di migliorarmi ogni giorno.

Colonna sonora: Weight of the World – Good Riddance

Linda & Fabrizio – 3 Settembre 2017 Gussago (Bs)

In Senza categoria by @lezD / 28 febbraio 2018 / 0 Comments

Una Magnifica giornata di sole in Franciacorta ha scaldato il cuore di parenti e amici di Linda e Fabrizio nel giorno delle loro Nozze.

Il Matrimonio è stato celebrato nella parrocchia di Santa Maria Assunta a Gussago, gli Sposi visibilmente emozionati si sono scambiati le fedi nuziali alla presenza dei loro bambini e delle persone più care.

Per il ricevimento ci siamo trasferiti alla Rocca di Rodengo Saiano dove un lungo aperitivo all’aperto ha accolto gli invitati, poi durante il pranzo, è stato emozionante vedere Fabrizio dedicare una canzone scritta da lui a Linda.

Dopo il tradizionale taglio della Torta Nuziale, svoltosi all’aperto con i fuochi d’artificio sono cominciate le danze, la Musica scelta dalla bravissima Dj Isa D ha scatenato tutti gli invitati ed abbiamo gioito e ballato fino a tarda notte.

Colonna Sonora: Quando meno te l’aspetti – OTR

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