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Rossella & Adriano – 29 settembre 2017 Gussago (Bs)

Una bella giornata di sole, tanti amici, genitori e parenti commossi, un castello che guarda Brescia dall’alto, e voglia di festeggiare fino a tardi, ecco in poche parole il Matrimonio di Rossella e Adriano.

La cerimonia si è svolta nella Parrocchia di Santa Maria Assunta, elegantemente addobbata dai fiori di Angelo e Romina di Officina del Fiore, gli Sposi visibilmente emozionati si sono scambiati le loro promesse alla presenza dei loro cari.

Per il ricevimento ci siamo trasferiti a Castello Malvezzi, bellissima location che domina Brescia dall’alto, la giornata è trascorsa in un clima allegro e scherzoso, al tramonto è stata tagliata la torta nuziale ed è stato dato il via alle danze.

Alla fine della serata ci siamo trasferiti a Lumezzane presso i genitori dello sposo per il tradizionale Brodo di Gallina e per assistere ad uno spettacolo di fuochi d’artificio, organizzato a sorpresa dagli amici degli Sposi a conclusione di una magnifica giornata.

Devo ringraziare Federico Rongaroli che oltre ad aver scattato le foto dei preparativi di Adriano che vedete in questo post mi ha aiutato e sopportato tutto il giorno 😉 (chi mi conosce sa che sul mio lavoro sono pesante).

Colonna Sonora: Tender – Blur

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Vivere senza

Negli ultimi 10 anni, complici la crisi economica e lo sviluppo tecnologico, abbiamo smesso di possedere molte cose, oggi la maggior parte delle persone fa fotografie senza una macchina fotografica, i rullini sono un ricordo dei più anziani, ascoltiamo la musica in streaming e leggiamo libri e quotidiani digitali.

Vivere senza i libri.

Vivere senza i dischi.

Vivere senza le stampe.

Ho sempre preso in prestito libri in biblioteca e gli ebook sono ancora lontani dai miei pensieri anche se non nego di averne acquistati alcuni, per la comodità di averli sul telefono in viaggi in economy con i bagagli già troppo pieni, continuo ad acquistare cd invece, sono di una generazione vecchia, mi piace tenere tra le mani il libretto, mi piace poter leggere i ringraziamenti, ma uso spotify quotidianamente.

Penso che avrei una macchina fotografica anche se facessi un altro mestiere, continuo a stampare foto per me, con una stampante a sublimazione della canon o mandandole al laboratorio, mi piace aprire le scatole di scarpe che conservano le mie foto e far scorrere tra le mani le stampe 10×15, senza un ordine logico saltare da un anno all’altro.

I servizi fotografici per le aziende vengono consegnati solo in formato digitale, e ogni anno ho qualche coppia che mi chiede solo i file del loro matrimonio, mentre per le aziende la sola speranza di vedere quelle foto stampate è nei servizi realizzati per biglietti da visita e brochure, alle coppie consiglio sempre di stampare le foto che gli piacciono di più e dallo scorso anno offro una selezione di 200 immagini editate da me per semplificare la cosa.

Vivere senza Album di Matrimonio.

Le fotografie private erano ricordi che si decideva di conservare, molta della fotografia dei social network invece è dialogo per immagini con i nostri contatti, non ho niente contro questa pratica ma non vorrei scoprire che si può vivere senza ricordi.

Vivere senza ricordi.

Mentre come fotografo “combatto” la mia battaglia per i ricordi mi accorgo però che altre persone combattono battaglie più serie, diritti che ancora vengono negati.

Vivere senza diritti.

C’è ancora chi si oppone a riconoscere legalmente il diritto di due persone dello stesso sesso di formare una famiglia, e bisogna lottare ancora per smettere di pensare alla donna come un oggetto da possedere.

Bisognerebbe riconoscere a persone che fuggono dalla guerra e dalla fame il diritto di rifarsi una vita ed aiutarli nell’integrazione.

Bambini nati in Italia devono ancora lottare per essere riconosciuti italiani come i loro compagni di banco.

In anni di rinunce tanti, per paura, vorrebbero negare diritti a chi è diverso da loro.

La paura è un sentimento umano, serve a metterci in allerta, non deve diventare però qualcosa che ci impedisce di riflettere, l’essere umano è diverso dagli altri animali perché è capace di affrontare problemi complessi e trovare soluzioni con la testa.

Per me probabilmente è facile pensarla così, facendo fotografie ai matrimoni per lavoro sono sempre in mezzo alle persone, in quei momenti è facile vedere che non esistono differenze tra persone di colori o orientamenti diversi dai miei, ho visto la stessa emozione in spose e sposi di ogni nazione, ho visto piangere i genitori di sposi omosessuali allo stesso modo dei genitori di sposi eterosessuali, cambiano le tradizioni e le lingue ma l’amore, l’affetto e l’amicizia non hanno colore.

Probabilmente non è un male assoluto rinunciare a qualcosa, ci obbliga a riconoscere le nostre priorità e a convogliare le nostre energie in quello che veramente conta, in quest’ottica lottare per proibire diritti universali a chi riteniamo diverso da noi è un inutile spreco di tempo ed energie.

Colonna sonora: A Day in the Life – The Beatles

Punti di Vista (pensieri, obiettivi e cose così)

Alcuni anni fa ho scritto un articolo su questo blog in cui raccontavo l’evoluzione fotografica digitale e spiegavo perché fossimo arrivati alla fine della storia dal mio punto di vista.

Per me oggi la situazione non è cambiata, ho cambiato le macchine fotografiche che usavo allora per usura ma questo non ha influito sulla mia fotografia, se c’è stata una crescita è stata una crescita della persona che preme il pulsante di scatto.

Nel mio vecchio articolo non avevo affrontato la questione relativa agli obiettivi, questione di maggiore importanza rispetto alla fotocamera con cui scattiamo.

Negli ultimi anni, con l’informatica applicata all’ottica gli obiettivi fotografici sono migliorati in modo veramente notevole rispetto al passato, quando per costruire un obiettivo bisognava fare calcoli matematici complicatissimi, questo ha permesso alle aziende produttrici di realizzare lenti più luminose e corrette, un grosso aiuto per chi con la fotografia lavora.

Questo è il mio blog, quindi non vi dirò di che marca sono gli obiettivi che uso, mi pare interessante raccontare cosa c’è dietro le mie scelte.

Dal mio punto di vista, nella Fotografia di Matrimonio, le strade che si possono seguire sono due, ci sono fotografi che decidono di lavorare con degli zoom ed altri che invece preferiscono le focali fisse.

Gli zoom sono comodi, con un 24-70 e un 70-200 hai tutto quello che può servire ad un Fotografo di Matrimonio, puoi decidere di mettere in borsa anche uno zoom grandangolare (14-24? 17-35?) o un normale luminoso per foto ad effetto e situazione di scarsa luminosità, lavorerai quasi sempre con una fotocamera (quella con il 24-70) e non sarai obbligato a fare avanti e indietro per le tue inquadrature, ti basterà zumare, di contro però avrai obiettivi pesanti (quindi tempi di sicurezza più veloci) e poco luminosi (nella migliore delle ipotesi f2,8), quest’ultimo aspetto potrebbe obbligarti a usare un flash o una luce a led per illuminare gli ambienti più scuri o le situazioni più veloci.

L’alternativa è lavorare con focali fisse, con due obiettivi principali, due fotocamere sempre a disposizione e gambe scattanti si potrà fare a meno dello zoom, i vantaggi in questo caso sono il peso più leggero delle ottiche (quindi tempi di sicurezza più lenti) e luminosità maggiore (f1,4, alcune aziende arrivano anche a 0,95), questa è la mia scelta, quella che voglio analizzare.

Solitamente lavoro con un 50mm come lente principale (tutte le lunghezze focali sono relative al formato 24×36), un 24/28mm come seconda lente e poi un 14mm come lente per determinate foto (lancio del riso, panoramiche della location e totali dei balli), addosso ho sempre 2 fotocamere e le uso spesso entrambe (una con il normale ed una con il grandangolare), tutto il resto lo faccio muovendomi avanti o indietro, oppure sfruttando gli elementi in più nella composizione della mia inquadratura.

Una delle cose che è stata determinante nella scelta di lavorare con focali fisse è appunto il fatto di dover trasformare una situazione scomoda, come il non aver il tempo necessario a correre verso il soggetto della nostra immagine, in un vantaggio nella composizione, questa situazione ti obbliga a mettere in relazione (quantomeno estetica) il soggetto con quello che gli sta intorno.

Prima di aprire Alessandro Di Noia Fotografo (lavorando come operatore per altri fotografi) usavo gli zoom, riguardando i miei lavori di più di 10 anni fa è evidente come la maggior parte delle foto è stretta intorno al soggetto, potendo zumare la mia attenzione era sempre concentrata sul soggetto e cercavo di coprire la maggior parte del fotogramma con esso.

Ora la mia fotografia è molto diversa, una fotografia dove gli sposi si rivedono in mezzo ai loro amici e parenti.

L’altra cosa che mi ha fatto scegliere di lavorare in questo modo è la piena consapevolezza della focale che sto usando, cerco di spiegare meglio.

Lavorando con gli zoom mi capitava spesso di usare un grandangolare in modo errato, facendo il movimento ad allargare l’inquadratura non stavo attento alle linee cadenti ed alle deformazioni tipiche dei grandangolari, ora quando impugno la fotocamera col grandangolo so ancora prima di mettere l’occhio nel mirino che dovrò stare attento alla bolla e a come inquadrerò il mio soggetto, questo ha reso la maggior parte delle mie foto grandangolari più gradevoli da guardare.

I vantaggi che derivano da questa scelta sono per me fondamentali alla mia fotografia, lenti più luminose mi permettono di lavorare senza flash e di preservare l’atmosfera reale del momento fotografato.

Lavorare con focali fisse mi ha permesso di essere più veloce nella mia attività, ormai so già vedendo una scena quanto di questa rientrerà nell’inquadratura con le focali che uso abitualmente, questo mi permette di fare l’inquadratura ancora prima di guardare nel mirino, sfruttando l’iperfocale o mettendo a fuoco a stima (grazie alle indicazioni presenti sul barilotto dell’obiettivo) posso scattare senza perdere tempo nella messa a fuoco, a volte alla cieca, senza nemmeno portare la fotocamera all’occhio.

Qualunque sia la scelta di un professionista (zoom, lenti fisse o un mix delle due categorie) questa dovrebbe permettergli di esprimersi al meglio, l’esperienza aiuta a capire qual’è la strada da percorrere e a concentrarsi sulle cose importanti della professione.

Quella che ho descritto è la mia strada, capirlo mi ha aiutato a focalizzarmi maggiormente sul mio stile (lo so: è una parola grossa, ma per una volta concedetemelo) e a proporre ai miei clienti qualcosa di profondamente personale, mi offre motivazioni per cercare di migliorarmi ogni giorno.

Colonna sonora: Weight of the World – Good Riddance

Roberta & Daniele – 21 Luglio 2017 Rodengo Saiano (Bs)

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L’Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano è una delle Chiese più suggestive in Franciacorta, addobbata con gusto e cura dei particolari è stata la cornice ideale per il Matrimonio di Roberta e Daniele.

Finita la cerimonia ci siamo trasferiti alle Cantorie, bellissima Cantina che guarda Gussago dall’alto, qui gli Sposi circondati da parenti e amici, e alla presenza del loro cane Fred, hanno festeggiato in un magnifico clima conviviale il loro grande giorno.

Durante tutta la giornata sono stato aiutato da Federico Rongaroli (le foto della preparazione di Daniele sono state scattate da lui) e non posso che ringraziarlo.

Colonna Sonora: That Day – Lali Puna.

PS: Lo scatto del taglio della torta in cui si vede un fulmine sullo sfondo si è classificata al settimo posto nel 2 contest 2017 della WPJA nella categoria Weather, un motivo in più per ringraziare gli Sposi per la fiducia che hanno riposto in me.

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Il galateo del Matrimonio visto da me.

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Ieri, sul sito di un importante quotidiano italiano, ho letto un articolo dove venivano elencate le 10 regole per evitare un Matrimonio Trash, affrontate con delle immagini  a supporto.

Io sono contrario a tutto quello che hanno scritto!

Sono convinto che il giorno del Matrimonio sia una festa per gli sposi, un giorno che Parenti e Amici possono condividere ma su cui non dovrebbero avere diritto di veto, a maggior ragione non sarà il fotografo a imporre agli sposi come comportarsi e che scelte fare.

Volete truccarvi come Siouxsie o vestire di rosso?

è il vostro giorno e nessuno dovrebbe obbiettare, inoltre il rosso è il colore della fortuna in Cina e le Spose vestono tradizionalmente con quel colore.

Annalina & Francesco

Lo sposo vuole vestire in nero o in grigio? Oppure indossare uno spezzato?

è un suo diritto.

Francesca & Stefano

 

Volete usare tanti fiori dalle tinte forti per addobbare la vostra cerimonia?

Non preoccupatevi del “povero” fotografo che dovrà post produrre le immagini, è il suo lavoro.

Volete Sposarvi in centro città in una giornata grigia?

Fatelo, non saranno le condizioni climatiche a rendere la vostra festa triste, se voi e i vostri invitati vi divertirete la vostra giornata sarà splendida, anche se ha piovuto tutto il giorno.

Vi sposate al mare e volete una foto ricordo sugli scogli?

Io non amo le foto in posa ma si tratta del vostro Matrimonio, nessun fotografo dovrebbe impedirvelo, quando sfoglierete il vostro album sarà un ricordo che avete voluto e non una cosa per cui provare imbarazzo, l’importante è che siate voi a volerlo.

Volete tavolate piene di colori in una giornata di sole? Non volete fiori sulle vostre tavolate invernali?

Perché no, saprete fare le scelte giuste a vostro gusto, altrimenti potrete farvi aiutare dal vostro fiorista, dai titolari della location, o affidarvi a dei wedding planner, nulla è impossibile, basta farlo con gusto.

Vostra madre vuole indossare quel bellissimo abito rosso?

Si tratta di vostra mamma, farà di tutto per non rubarvi la scena.

Fare le foto di gruppo? Come?

Come volete voi, siamo tutti d’accordo che gli sposi dovrebbero essere al centro dell’inquadratura ma non serve nemmeno dirlo, succede sempre ed in modo naturale.

Se non volete fare le foto di gruppo sarà cura del fotografo realizzare immagini che vi immortalano mentre chiacchierate e scherzate con i vostri invitati.

Come dev’essere l’auto degli sposi?

Come piace a voi, sognate una Ferrari rossa? o una Topolino amaranto? Perché non un Maggiolino bianco?

A volte gli sposi sono arrivati con la loro auto, semplicemente, una volta gli ho visti arrivare con una Clio blu scassata (che hanno demolito pochi mesi dopo) era troppo importante per loro il valore simbolico di quella macchina.

Come tagliare la torta?

Come preferite, è un momento simbolico che fate per i vostri invitati quindi divertitevi e non pensate al fotografo, sarà in grado di documentare tutto senza problemi e voi sarete belli e naturali.

Come vedete si può fare quello che volete, è il vostro Matrimonio è dei bravi professionisti vi aiuteranno a realizzare tutto come nei vostri sogni, li pagate per questo 😉

Colonna sonora: All outta angst – Nofx

Sarah & Stefano – 24 giugno 2017 Le Cantorie Gussago (Bs)

Dalle cantine australiane ai vigneti della Franciacorta , questo è il viaggio che hanno affrontato Sara, Stefano e i loro bambini per celebrare il loro Matrimonio.

Tutto si è svolto presso Le Cantorie, una bellissima cantina che guarda dall’alto Gussago e la Franciacorta, la cerimonia all’aperto con vista sulla Santissima è stata emozionante, poi è cominciata la festa tra tanti brindisi, sorrisi e baci.

Dopo il Taglio della Torta Nuziale la festa è proseguita con musica e danze fino a tarda notte.

Colonna Sonora: Encore – Red Hot Chili Peppers

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Inadeguato

Ci sono dei momenti della mia vita in cui mi sento inadeguato, e non intendo quando sbaglio a dosare il sale in una ricetta, intendo nel mio lavoro.
Quando ho aperto Alessandro Di Noia Fotografo 10 anni fa pensavo che avrei passato la maggior parte del mio tempo lavorativo facendo quello che più mi fa stare bene: fotografare, la realtà però è più complicata.
Non voglio parlare del tempo che bisogna dedicare alla post produzione delle immagini, e nemmeno degli album da incollare, il mio problema è con le pubbliche relazioni.

In questi anni se hai un’attività devi curare anche la tua immagine sui social network, premetto non voglio fare una polemica su Facebook è la modernità, sto solo parlando del mio carattere.
Ricevo mail di aziende specializzate ad aumentare il numero dei like e dei wow sui vari social network, tutte queste mail hanno un linguaggio forte, da persone sicure di se, da “noi sappiamo come si vince”.
Io non sono sicuro di me, lo ero a 16 anni ma sono convinto che tutti a quel l’età si sentano giusti ed incompresi, poi gli anni sono passati e le mie certezze si sono sgretolate davanti ad un esercito di domande a cui non so dare risposta.
Non ho account personali, solo quelli della mia attività, personalmente seguo solo Twitter per leggere i commenti di altri tifosi dopo le partite del Milan, ma quando vedo i post di altri professionisti del mio settore ritrovo tutta quella sicurezza che a me manca, quel ostentare se stessi prima ancora delle loro immagini, come se si dovesse vendere la propria persona.

Direte: ma nel tuo blog non hai alcun problema a esprimere quello che pensi, anche tu ti vendi.

Forse è così, sono arrivato a scrivere sul mio blog perché avevo bisogno di tirare su il mio sito dal fondo della millesima pagina di ricerca di Google (se andate a ritroso scoprirete che all’inizio pubblicavo foto senza testo), mi hanno detto che i motori di ricerca lavorano meglio su siti con molto testo e da bravo punk, fedele al motto “do it yourself” ho iniziato a scrivere senza sapere cosa cercano questi motori di ricerca.
Quello che non potete vedere è quanto sia difficile per me scrivere, se ne avessi avuto la capacità magari non avrei scelto la scuola di fotografia, passo ore e giorni per i miei articoli, temendo di poter essere frainteso, siccome devo scrivere ho deciso di scrivere cose personali, di dire quello che penso, ma a volte temo che le mie opinioni vengano scambiate per saggi di arroganza.
Quando dico che non mi piacciono i servizi matrimoniali in posa esprimo un parere personale, ma alcuni lo interpretano come un: i matrimoni in posa fanno schifo.(giuro che è vero, quest’anno è successo con un fotografo che ha retwittato un mio articolo aggiungendo la sua interpretazione di quello che avevo scritto)

Quindi io sono pieno di dubbi, gli altri sono dei vincenti, belli e sicuri di se, ci mostrano di aver acquistato la nuova fotocamera fine di mondo o quanto sia bella la loro camera d’albergo, con piscina, per un servizio fotografico fuori sede e altri mille esempi.
In un mondo in cui devi mostrare una immagine di te così “muscolare” io, che ho la pancia e pochi capelli in testa, mi sento inadeguato.
Quindi?
Andiamo avanti, fortunatamente ci sono foto da scattare e nuove canzoni da ascoltare, fortunatamente c’è un po’ di spazio anche per la mia pancia, e coppie che mi scelgono anche se non ho un profilo social da campione.

Colonna sonora: 92° – Siouxsie and the Banshees

Pace

Pace, perché non voglio sprecare le mie energie scontrandomi con gli altri.

Pace, perché non dobbiamo per forza avere le stesse idee, non dobbiamo per forza starci simpatici ma nulla ci vieta di rispettarci.

Pace, perché basta fare qualcosa che ti piace per trovare le energie e superare gli ostacoli, ed allora faccio il lavoro più bello del mondo e come me chiunque può fare il lavoro più bello del mondo se lo fa con il cuore.

Pace, perché penso seriamente che il Panettiere è socialmente più utile del Fotografo di Matrimonio, e allora le mie battaglie per una Fotografia che privilegi i ricordi all’ego è una goccia piccola in un mare ben più importante.

Pace perché, pur essendo un Fotografo non amo molto il bianco e nero, preferisco i colori e le sfumature, perché le differenze sono una risorsa e perché c’è sempre da imparare qualcosa, perché non potrei magiare lo stesso piatto tutti i giorni a colazione, pranzo e cena, voglio varietà nei miei rapporti umani come nei miei pasti.

Pace, perché la mia dichiarazione di guerra alla fotografia era un pretesto per esprimere delle opinioni personali, se vi piacciono le foto in posa ed odiate la fotografia di cronaca non ho niente contro di voi.

Pace, perché sono un Fotografo di Matrimoni e forse un idealista, ma penso che se avessimo la possibilità di partecipare come invitati al matrimonio di chi ci sta antipatico sarebbe più difficile fare la guerra, gli esseri umani sono esseri umani, indipendentemente dalla loro religione, credo politico e opinione, certo continuerei a provare antipatia per tutte quelle squadre che non sono il Milan 😉

Pace, perché facendo questo mestiere ho conosciuto persone bellissime da ogni parte del mondo, perché finito il rapporto di lavoro sono nate amicizie che durano nel tempo e che mi hanno arricchito molto più di quanto si può immaginare.

Pace, perché è iniziata la bella stagione e mi voglio godere il sole.

 

Colonna Sonora: Legalizza la Felicità (pt 1&2) – Ridillo

Quante foto devo scattare?

“La scelta della foto” è il titolo italiano di un libro della Magnum estremamente interessante (in Italia edito da Contrasto), ci permette di guardare i provini a contatto di alcuni dei più importanti fotografi del mondo e ci spiega come si è arrivati alla scelta dell’immagine più rappresentativa di un servizio.

Tra i provini a contatto possiamo vedere diversi modi di lavorare, in alcuni casi il fotografo realizza diversi scatti di quello che deve documentare, girando intorno ai soggetti o aspettando l’espressione o la posizione giusta, in altri lo scatto è un solo fotogramma, o perché il tutto è avvenuto molto velocemente oppure per una precisa scelta del fotografo…….(CONTINUA)