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Aspettando il passaggio della Madonna del Mare (pensieri disordinati sulla fotografia)

Da quando ho iniziato a usare il digitale per lavoro (il mio ultimo matrimonio realizzato in pellicola è del 2008) mi sono abituato a vedere immediatamente le immagini, ed ho preso la brutta abitudine di portare a sviluppare i rullini che scatto con colpevole ritardo (anche oltre i 6 mesi dagli scatti), quindi le foto caricate in questo post sono da contestualizzare un attimo.

Le immagini ritraggono l’attesa e la festa al passaggio della Madonna dell’Assunta a Mondragone (in provincia di Caserta), la data è solitamente quella del 15 agosto ma le condizioni del mare possono determinare uno slittamento, come è effettivamente successo quest’anno, sono state scattate con una vecchia Zorki 4, uno Jupiter 8 ed una pellicola Kodak Color Plus da 200 Asa (di certo la scelta più lontana da quella che farebbe un professionista).

Durante questo evento la Madonna viene scortata al tramonto dalle navi dei pescatori del paese dalla parte più a nord fino al centro della città, al suo passaggio davanti al litorale vengono esplosi fuochi d’artificio e le persone si tuffano in mare, è infatti tradizione popolare ritenere le acque benedette dal passaggio della Vergine, quindi non c’è molta luce ma c’è molto movimento, questa occasione mi ha fatto pensare a come è cambiato l’approccio alla fotografia nel passaggio da analogico a digitale:

Utilizzando una fotocamera analogica c’è l’impossibilità di cambiare tra uno scatto e l’altro la sensibilità della pellicola, avevo una 200 asa e me la sono fatta bastare, eppure si lavorava comunque e in questo caso specifico sono riuscito a scattare, senza preoccuparmi di “rumore” digitale o del rischio di micromosso (e qui non avere tra le mani una reflex mi ha certamente aiutato), inoltre non avevo modo di controllare sul display se quello che stavo facendo era corretto, la zorki non incorpora nessun esposimetro e la scelta dell’accoppiata tempo e diaframma è stata fatta a occhio confidando in un po’ di latitudine di posa, tutto questo mi ha obbligato a prendermi il mio tempo e a ragionare su ogni scatto ma non ha comportato alcun genere di stress, non ho vissuto quei momenti con la paura di sbagliare ma solo con la voglia di vivere ogni gesto fino in fondo, infine c’è stata l’attesa per vedere i rulli sviluppati (come c’era attesa nelle persone quella sera) ed infine la sorpresa e la gioia di rivedere immagini che la mia memoria aveva dimenticato………(continua)

It’s a Man’s Man’s Man’s World

Ero nella stessa piazza del post precedente, seduto allo stesso Bar nello stesso pomeriggio, e il mondo si muoveva intorno a me.

PS: La settimana scorsa non ho caricato niente, ero impegnato nel mio ruolo di figlio, anche i fotografi di matrimonio hanno dei genitori, malgrado possa sembrare strano!

Avon-Cose che si vedono stando seduti in un Bar

A volte passi un pomeriggio intero a passeggiare con la macchina fotografica, nella speranza di realizzare qualche bello scatto, ma nulla accade, ci sono poi altre volte, in cui ti siedi a scambiare quattro chiacchiere in un bar e nella piazza ci sono mille cose da fotografare, queste sono le cose belle della fotografia, basta avere una fotocamera sempre con se.