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Inadeguato

Ci sono dei momenti della mia vita in cui mi sento inadeguato, e non intendo quando sbaglio a dosare il sale in una ricetta, intendo nel mio lavoro.
Quando ho aperto Alessandro Di Noia Fotografo 10 anni fa pensavo che avrei passato la maggior parte del mio tempo lavorativo facendo quello che più mi fa stare bene: fotografare, la realtà però è più complicata.
Non voglio parlare del tempo che bisogna dedicare alla post produzione delle immagini, e nemmeno degli album da incollare, il mio problema è con le pubbliche relazioni.

In questi anni se hai un’attività devi curare anche la tua immagine sui social network, premetto non voglio fare una polemica su Facebook è la modernità, sto solo parlando del mio carattere.
Ricevo mail di aziende specializzate ad aumentare il numero dei like e dei wow sui vari social network, tutte queste mail hanno un linguaggio forte, da persone sicure di se, da “noi sappiamo come si vince”.
Io non sono sicuro di me, lo ero a 16 anni ma sono convinto che tutti a quel l’età si sentano giusti ed incompresi, poi gli anni sono passati e le mie certezze si sono sgretolate davanti ad un esercito di domande a cui non so dare risposta.
Non ho account personali, solo quelli della mia attività, personalmente seguo solo Twitter per leggere i commenti di altri tifosi dopo le partite del Milan, ma quando vedo i post di altri professionisti del mio settore ritrovo tutta quella sicurezza che a me manca, quel ostentare se stessi prima ancora delle loro immagini, come se si dovesse vendere la propria persona.

Direte: ma nel tuo blog non hai alcun problema a esprimere quello che pensi, anche tu ti vendi.

Forse è così, sono arrivato a scrivere sul mio blog perché avevo bisogno di tirare su il mio sito dal fondo della millesima pagina di ricerca di Google (se andate a ritroso scoprirete che all’inizio pubblicavo foto senza testo), mi hanno detto che i motori di ricerca lavorano meglio su siti con molto testo e da bravo punk, fedele al motto “do it yourself” ho iniziato a scrivere senza sapere cosa cercano questi motori di ricerca.
Quello che non potete vedere è quanto sia difficile per me scrivere, se ne avessi avuto la capacità magari non avrei scelto la scuola di fotografia, passo ore e giorni per i miei articoli, temendo di poter essere frainteso, siccome devo scrivere ho deciso di scrivere cose personali, di dire quello che penso, ma a volte temo che le mie opinioni vengano scambiate per saggi di arroganza.
Quando dico che non mi piacciono i servizi matrimoniali in posa esprimo un parere personale, ma alcuni lo interpretano come un: i matrimoni in posa fanno schifo.(giuro che è vero, quest’anno è successo con un fotografo che ha retwittato un mio articolo aggiungendo la sua interpretazione di quello che avevo scritto)

Quindi io sono pieno di dubbi, gli altri sono dei vincenti, belli e sicuri di se, ci mostrano di aver acquistato la nuova fotocamera fine di mondo o quanto sia bella la loro camera d’albergo, con piscina, per un servizio fotografico fuori sede e altri mille esempi.
In un mondo in cui devi mostrare una immagine di te così “muscolare” io, che ho la pancia e pochi capelli in testa, mi sento inadeguato.
Quindi?
Andiamo avanti, fortunatamente ci sono foto da scattare e nuove canzoni da ascoltare, fortunatamente c’è un po’ di spazio anche per la mia pancia, e coppie che mi scelgono anche se non ho un profilo social da campione.

Colonna sonora: 92° – Siouxsie and the Banshees