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quanta strada abbiamo percorso, quanta strada percorreremo…

Come sempre in questo periodo dell’anno ci si ferma a pensare a quello che è stato e si fanno progetti per il futuro, ovviamente io non sfuggo a questa regola.

Negli ultimi giorni del 2013 ho avuto modo di rivedere vecchi amici e di scambiare quattro chiacchiere con loro, avere punti di vista diversi con cui confrontarmi e ricordare cose vissute insieme, come pensiero per natale ho stampato ad alcuni di loro una foto in cui, strano ma vero, ci sono anch’io, venne scattata da Paolo in occasione della laurea magistrale di Teo, in quei giorni la mia vita stava cambiando radicalmente.

è passato un lustro da quando ho iniziato a fare matrimoni a Brescia e provincia, nel settembre 2008 mi sono trasferito a Gussago da Milano e nell’ottobre di quell’anno con l’ultima edizione di E-Sposi ho preso i primi servizi della mia esperienza bresciana, nel frattempo ho cambiato automobile, diverse fotocamere, gruppi musicali, ho perso per strada degli amici e ne ho trovati altri, ho vissuto momenti tristissimi e momenti di gioia pura, molti di questi momenti sono documentati da fotografie, altri li ho semplicemente vissuti e non resta alcuna traccia visiva di quello che è stato, ma questa volta non voglio dire cose tipo “fotografate e fate fotografare tutto, è l’unico modo per rivedere il passato”, voglio semplicemente ricordare a me stesso che sono qui, sono frutto di tutte queste esperienze, che la vita va vissuta e nulla potrà renderci indietro il tempo sprecato in cose inutili, che anche quest’anno voglio scattare fotografie, vedere cose e conoscere persone, offrire tutto quello che posso e apprendere tutto quello che gli altri mi possono insegnare.

Come ogni inizio d’anno sono pieno di buoni propositi, magari non riuscirò a realizzarne nessuno, ma bisogna porsi ogni giorno dei nuovi obiettivi e vedrò di dare il mio meglio…….(Continua)

Cecilia & Marco – 7 dicembre 2013 Paderno Franciacorta (BS)

Per l’ultimo matrimonio del mio 2013 ho avuto la possibilità di vivere e documentare le emozioni di Cecilia e Marco che si sono sposati a Paderno Franciacorta nel giorno di S. Ambrogio (da milanese non posso evitare di rimarcarlo) tra moltissimi amici e parenti.

Da appassionati delle bollicine gli sposi hanno festeggiato presso la cantina Bersi Serlini, addobbata con colori e simboli dell’inverno, nel magnifico contesto dei vigneti della Franciacorta a Provaglio d’Iseo,  dopo il taglio della torta con gli amici rimasti si sono lanciati in balli scatenati……(Continua)

Aspettando il passaggio della Madonna del Mare (pensieri disordinati sulla fotografia)

Da quando ho iniziato a usare il digitale per lavoro (il mio ultimo matrimonio realizzato in pellicola è del 2008) mi sono abituato a vedere immediatamente le immagini, ed ho preso la brutta abitudine di portare a sviluppare i rullini che scatto con colpevole ritardo (anche oltre i 6 mesi dagli scatti), quindi le foto caricate in questo post sono da contestualizzare un attimo.

Le immagini ritraggono l’attesa e la festa al passaggio della Madonna dell’Assunta a Mondragone (in provincia di Caserta), la data è solitamente quella del 15 agosto ma le condizioni del mare possono determinare uno slittamento, come è effettivamente successo quest’anno, sono state scattate con una vecchia Zorki 4, uno Jupiter 8 ed una pellicola Kodak Color Plus da 200 Asa (di certo la scelta più lontana da quella che farebbe un professionista).

Durante questo evento la Madonna viene scortata al tramonto dalle navi dei pescatori del paese dalla parte più a nord fino al centro della città, al suo passaggio davanti al litorale vengono esplosi fuochi d’artificio e le persone si tuffano in mare, è infatti tradizione popolare ritenere le acque benedette dal passaggio della Vergine, quindi non c’è molta luce ma c’è molto movimento, questa occasione mi ha fatto pensare a come è cambiato l’approccio alla fotografia nel passaggio da analogico a digitale:

Utilizzando una fotocamera analogica c’è l’impossibilità di cambiare tra uno scatto e l’altro la sensibilità della pellicola, avevo una 200 asa e me la sono fatta bastare, eppure si lavorava comunque e in questo caso specifico sono riuscito a scattare, senza preoccuparmi di “rumore” digitale o del rischio di micromosso (e qui non avere tra le mani una reflex mi ha certamente aiutato), inoltre non avevo modo di controllare sul display se quello che stavo facendo era corretto, la zorki non incorpora nessun esposimetro e la scelta dell’accoppiata tempo e diaframma è stata fatta a occhio confidando in un po’ di latitudine di posa, tutto questo mi ha obbligato a prendermi il mio tempo e a ragionare su ogni scatto ma non ha comportato alcun genere di stress, non ho vissuto quei momenti con la paura di sbagliare ma solo con la voglia di vivere ogni gesto fino in fondo, infine c’è stata l’attesa per vedere i rulli sviluppati (come c’era attesa nelle persone quella sera) ed infine la sorpresa e la gioia di rivedere immagini che la mia memoria aveva dimenticato………(continua)

La Borsa Rossa

La stazione centrale di Milano offre sempre innumerevoli spunti fotografici, sarà perché tutto il mondo ci si muove dentro.

Una Foto, Una Storia?

Proverò a fare un ragionamento su questa immagine, un ragionamento che travalica i confini di questa foto specifica per affrontare il tema del significato di un’immagine più in generale, ma siccome sò di non essere molto bravo con le parole mi concedo la possibilità di non essere capito, di non riuscire a esprimere ciò che ho nella testa….

Questa scena ha stimolato la mia fantasia, stavo andando a fare un lavoro a Milano, e qui ci vorrebbe una spiegazione:

quando devo lavorare a Milano, se non si tratta di matrimoni, provo sempre ad organizzarmi con i mezzi pubblici, il traffico della grande città mi mette a disagio e da quando non ci abito più sono cambiati sensi di marcia, alcune strade sono chiuse per lavori, sono spuntate rotonde ad ogni incrocio, insomma, mi perdo, non ho punti di riferimento e la cosa è frustrante!

Ricapitoliamo, stavo andando a fare un lavoro a Milano, e non avevo moltissimo tempo a disposizione, scendo dal treno in Porta Romana (avevo preso a Lambrate il treno per Albairate) e noto una rosa dentro un cestino, il sole non era ancora spuntato e il cielo era di un blu magnifico, scatto rapidamente questa immagine e riprendo la mia strada, dimenticandomi la scena e concentrandomi sulle riprese che dovevo effettuare.

Rientrato a casa, come sempre, ho scaricato le schede e questa immagine è tornata a galla, in quel momento, da spettatore, ho provato a spiegarmela, ho immaginato diverse cose, un venditore ambulante di rose che si disfa di una rosa appassita, ma solitamente vendono rose rosse, un innamorato respinto, ma come? Platealmente? Oppure la rosa è stata accettata e poi scaricata nel secchio dei rifiuti, lontano dagli occhi di chi l’ha donata? Ma la rosa è rosa? Consulto internet per scoprire il significato della rosa rosa, perché tutti sappiamo che la rosa rossa è amore, ma le altre?……..(Continua)

Grazie

Ogni volta che vado a trovare Angelo e Romina dell’ Officina del Fiore, a Ronco di Gussago, per scambiare quattro chicchiere mi ritrovo a portare a casa un fiore o una pianta, gentile dono dei titolari, e a me non rimane altro che ringraziarli.

PS: Le foto le ho scattate solo oggi e le rose da settimana scorsa sono un po’ invecchiate, quando sono tornato a casa con quel vaso erano ancora più belle di come sono ora!