Dichiarazione di guerra alla fotografia di matrimonio

Dopo 10 anni di attività in proprio (aprivo “Alessandro Di Noia Fotografo” a marzo del 2007) è giunto il momento di essere franchi cara Fotografia di Matrimonio, non ne posso più!

Sono stanco di vedere foto tutte uguali, Sposi mano nella mano che guardano verso l’obiettivo a comando, immagini di paesaggio (belle, per carità!) in cui vengono inseriti gli Sposi, talmente piccoli che non si riesce nemmeno a vederli in viso e non si capisce chi sono, la verità è che non sei mai cambiata, così come quando ci siamo conosciuti la maggior parte delle Fotografie di Matrimonio sono in posa, magari più eleganti di tanti anni fa ma la sostanza non cambia.

Oggi girando per i siti internet a tema nozze non si riesce a scorgere la differenza tra un autore e l’altro, sui social network immagini di dettagli sempre più stretti, le persone non hanno la pazienza di fermarsi davanti un’immagine per più di 5 secondi e ricercano visioni elementari, come si può pensare di raccontare quello che hai visto se il tuo interlocutore non è disposto ad ascoltare, e poi sono diventati tutti storyteller!

Io mi oppongo allo storytelling, sarò arrogante ma mi ritengo un cronista, non ho una storia in testa da raccontare, non piego le mie immagini a quello che voglio dire, solitamente affronto un Matrimonio con la testa libera da preconcetti, voglio documentare quello che succede; non mi interessa una Chiesa e una Location bellissima, Addobbi da Mille e Una Notte e la luce perfetta, mi basterà cogliere negli sguardi degli invitati l’Affetto e l’Amicizia, il Divertimento, la Tensione, la Paura e la Gioia, mi basterà scorgere negli occhi degli Sposi l’Amore, anche una sala dell’oratorio con i disegni dei bimbi alle pareti basterà da cornice perché i fatti sono più importanti del contenitore.

Sono stufo di immagini dove la differenza la fa lo sfuocato di un certo obiettivo, anch’io all’inizio puntavo su quello, ma in 10 anni di attività ho allargato il punto di vista, per includere altre persone e storie nelle mie inquadrature, ed ho avuto la necessità di avere più profondità di campo, più cose a fuoco per mettere in relazione i soggetti con chi gli sta intorno.

Gli obiettivi sono solo strumenti, non posso pensare che la mia fotografia sia figlia di un determinato obiettivo, la mia fotografia è sguardo mediato dalla testa ed il cuore, dirai: bella cosa, fai una semicitazione di HCB così puoi farti bello ai miei occhi, ma cara fotografia di matrimonio questa è la verità: Puoi avere il miglior obiettivo del mondo, montato sulla miglior fotocamera del mondo ma se non hai Occhi per Vedere quello che succede e la cultura per capire la tua attrezzatura sarà solo un ottimo fermacarte.

Ammetto sono un privilegiato, nell’Album di Matrimonio dei miei Genitori posso ritrovare i volti dei miei Nonni che ora non ci sono più, la Zia con i pantaloni a zampa di elefante in un salotto degli anni ’70, mia Madre con le lacrime agli occhi e mio Padre visibilmente emozionato, le mie Cugine più grandi ancora Bambine e quel collega di lavoro di mio Papà alticcio che sbuca fuori da una foto di gruppo, ma non ci sono foto in posa romantiche.

Forse è stato questo tipo di esperienza a segnarmi, oppure mio Padre che lavorava per un agenzia fotogiornalistica e le fotografie che si vedevano in casa erano solo di cronaca, oppure con il passare degli anni sento più forte la nostalgia per le persone che per i più disparati motivi ho perso di vista, ma che posso ritrovare nelle fotografie.

Quello che ti voglio dire Cara Fotografia di Matrimonio, è che non demordo.

In Italia il Reportage di Matrimonio non è mai esistito, c’è stato un momento in cui sembrava possibile ma si è subito esaurito sotto la spinta di una nuova moda proveniente da nord, io però non sarei in grado di realizzare immagini finto-romantiche in cui ha più peso l’ego (del fotografo e degli sposi) dei veri Sentimenti.

Continuerò a scattare moltissime foto per cercare di non perdere neanche un momento, vivrò quello che documento per captare tutte le vibrazioni, sarò di parte (sono dalla parte degli Sposi) ma sicuramente sincero, continuerò a privilegiare una Risata Reale ad un Bacio a comando.

Colonna Sonora: Wolf like Me – Tv on the Radio

Leave A Response