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Il fotografo di matrimonio, una continua lotta contro i pregiudizi

É da un po’ che penso a come viene percepita la figura del Fotografo Matrimonialista tra le persone, e volevo condividere alcuni dei miei pensieri sconclusionati.

Il Fotografo di Matrimonio, e più in generale il Fotografo di Cerimonia, viene ancora visto come un disturbatore, quello che prende gli Sposi e li porta via per estenuanti sessioni di posa mentre gli invitati pranzano o cenano, quello che ti chiede di guardarlo e sorridere, quello che organizza foto di gruppo, quello che “flasha” a tutto spiano disturbando la cerimonia, spesso indossa un gilet multitasche dove in passato metteva i rullini, totalmente inelegante e decontestualizzato dagli altri invitati, viene percepito come un professionista di serie b, rispetto ai suoi più prestigiosi colleghi che operano negli scenari di guerra o nella moda, probabilmente uno che non aveva abbastanza capacità, occhio e gusto per lavorare in altri campi, inoltre è caro e per una giornata di lavoro è capace di chiederti l’equivalente di uno stipendio mensile!

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Ancora oggi (2014) le cose sopra elencate vengono pensate, discusse e analizzate, vorrei però spezzare una lancia a favore dei Matrimonialisti, senza affrontare il discorso dei prezzi che è già stato ampiamente analizzato in forum, articoli e convegni e che sono tendenzialmente giustificati da spese, ore reali di lavoro (non un giorno come si pensa ma tutto il tempo dedicato agli sposi, dal primo incontro conoscitivo alla consegna dell’album) e tasse (molti ancora non capiscono che l’iva non entra nelle tasche del Fotografo e che sul totale al netto di iva si pagheranno le tasse), ma affrontando gli altri temi:

– In primo luogo, e da diversi anni, si sono affermati professionisti che affrontano il Matrimonio e le Cerimonie come dei Reportage di cronaca, senza andare a disturbare gli Sposi e gli invitati.

– Per il motivo precedente questi Fotografi non vestono in modo appariscente ma come se fossero degli invitati, per confondersi in mezzo all’evento e riuscire a cogliere momenti reali.

– Il flash spesso non viene utilizzato per non disturbare e per passare inosservati senza falsare la luce ed i colori reali della scena, allo stesso modo però un professionista deve averlo sempre in borsa per evitare che situazioni di luce impossibile gli impediscano di svolgere il suo compito.

– Anche se sembra difficile da credere per svolgere con professionalità un mestiere come quello del Fotografo di Matrimonio serve un minimo di cultura di quello che si fa, conoscere il Matrimonio, le sue usanze, avere esperienze di cerimonie, inoltre serve una cultura visuale per saper raccontare attraverso immagini quello che accade, per saper cogliere le emozioni e riuscire a ritrasmetterle, infine, ma non meno importante, una conoscenza tecnica degli strumenti (fotocamera, ottiche, flash ecc.) perché a differenza di quello che è facile pensare non è la Macchina Fotografica costosa a fare le belle foto ma è vero che un buon professionista riesce a realizzare buone immagini con quello che ha (consiglio la visione della serie di puntate di Digital Rev dedicate all’argomento).

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Agli Sposi resta l’arduo compito di decidere a chi affidare i propri ricordi, facendo certamente attenzione al budget ma tenendo in considerazione il fatto che le Foto resteranno il più importante ricordo del loro grande giorno (nel 2013 un sondaggio della rivista New York Wedding faceva emergere che la maggior delusione determinata da una scelta al risparmio nell’organizzazione delle Nozze era quella relativa alle Fotografie, se ne parla qui); se nel 2014 vi capiterà di assistere ad un matrimonio dove il Fotografo si comporta come negli stereotipi che ho citato all’inizio sappiate che probabilmente era quello che volevano gli Sposi, le alternative esistono!………….(CONTINUA)

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Aspettando il passaggio della Madonna del Mare (pensieri disordinati sulla fotografia)

Da quando ho iniziato a usare il digitale per lavoro (il mio ultimo matrimonio realizzato in pellicola è del 2008) mi sono abituato a vedere immediatamente le immagini, ed ho preso la brutta abitudine di portare a sviluppare i rullini che scatto con colpevole ritardo (anche oltre i 6 mesi dagli scatti), quindi le foto caricate in questo post sono da contestualizzare un attimo.

Le immagini ritraggono l’attesa e la festa al passaggio della Madonna dell’Assunta a Mondragone (in provincia di Caserta), la data è solitamente quella del 15 agosto ma le condizioni del mare possono determinare uno slittamento, come è effettivamente successo quest’anno, sono state scattate con una vecchia Zorki 4, uno Jupiter 8 ed una pellicola Kodak Color Plus da 200 Asa (di certo la scelta più lontana da quella che farebbe un professionista).

Durante questo evento la Madonna viene scortata al tramonto dalle navi dei pescatori del paese dalla parte più a nord fino al centro della città, al suo passaggio davanti al litorale vengono esplosi fuochi d’artificio e le persone si tuffano in mare, è infatti tradizione popolare ritenere le acque benedette dal passaggio della Vergine, quindi non c’è molta luce ma c’è molto movimento, questa occasione mi ha fatto pensare a come è cambiato l’approccio alla fotografia nel passaggio da analogico a digitale:

Utilizzando una fotocamera analogica c’è l’impossibilità di cambiare tra uno scatto e l’altro la sensibilità della pellicola, avevo una 200 asa e me la sono fatta bastare, eppure si lavorava comunque e in questo caso specifico sono riuscito a scattare, senza preoccuparmi di “rumore” digitale o del rischio di micromosso (e qui non avere tra le mani una reflex mi ha certamente aiutato), inoltre non avevo modo di controllare sul display se quello che stavo facendo era corretto, la zorki non incorpora nessun esposimetro e la scelta dell’accoppiata tempo e diaframma è stata fatta a occhio confidando in un po’ di latitudine di posa, tutto questo mi ha obbligato a prendermi il mio tempo e a ragionare su ogni scatto ma non ha comportato alcun genere di stress, non ho vissuto quei momenti con la paura di sbagliare ma solo con la voglia di vivere ogni gesto fino in fondo, infine c’è stata l’attesa per vedere i rulli sviluppati (come c’era attesa nelle persone quella sera) ed infine la sorpresa e la gioia di rivedere immagini che la mia memoria aveva dimenticato………(continua)

La Borsa Rossa

La stazione centrale di Milano offre sempre innumerevoli spunti fotografici, sarà perché tutto il mondo ci si muove dentro.