
Al matrimonio di Fabiola e Mattia, io ero il regalo.
Non un invito, non una scelta degli sposi.
Una sorpresa.
Una zia della sposa, convinta che un matrimonio meritasse di essere raccontato con uno sguardo più attento di quello dei telefoni, ha deciso di regalare loro un fotografo.
E quel fotografo ero io.
Gli sposi mi hanno visto per la prima volta mentre salivano le scale del Palazzo del Broletto, poco prima della cerimonia civile.
Mi hanno guardato con un’espressione che conosco bene:
un misto di sorpresa e domanda.
Quando ci siamo avvicinati, ho spiegato tutto.
Da quel momento in poi, sarei stato parte della loro giornata.
Dopo la cerimonia ci siamo spostati a Villa Breda, dove il ricevimento aveva un’atmosfera completamente diversa da quella a cui sono abituato.
Niente catering.
Ogni invitato aveva portato qualcosa: torte salate, cous cous, dolci fatti in casa.
Un buffet spontaneo, costruito dalle persone.
A un certo punto il nonno dello sposo mi ha chiamato al suo tavolo.
Mi ha fatto sedere con loro, mi ha trattato come uno di famiglia.
Sono piccoli momenti, ma sono quelli che cambiano davvero la percezione di una giornata.
Dopo il taglio delle torte, gli amici degli sposi li chiamano fuori, in giardino.
Hanno preparato un proiettore per mostrare un video.
C’è solo un problema: non c’è una parete su cui proiettarlo.
Un lenzuolo per la proiezione, un momento di amicizia sincera.
Così prendono un lenzuolo bianco.
Lo tengono teso con le mani.
Diventa uno schermo improvvisato.
All’inizio è facile.
Poi passano i minuti.
Le braccia iniziano a cedere, il tessuto si muove, l’immagine si deforma.
Ma resistono.
Io sono lì.
E aspetto.
Alla fine del video, gli sposi si baciano.
E riesco a incorniciarli proprio dentro quel lenzuolo, tra le mani di chi lo sta reggendo.
In quel momento è chiaro che quelle persone devono esserci, dentro la fotografia.
Perché non sono solo uno sfondo.
Stanno rendendo possibile quella scena.
Questa immagine è stata premiata con una menzione d’onore nei contest 2025 della WPJA.
Ma al di là del riconoscimento, per me resta soprattutto il ricordo di una giornata iniziata da estraneo e finita in modo diverso.
Sono arrivato come una sorpresa.
Sono tornato a casa con degli amici.
E con un nonno in più.
Se state organizzando il vostro matrimonio, e volete ricordare tutti i momenti reali ed emozionanti di quel giorno, contattatemi!
Forse sono il fotografo che fa per voi.